Tecnostress, la patologia del nuovo millennio
- Fabiola Dott.ssa Pasetti
- 9 set 2017
- Tempo di lettura: 2 min
Lo stress conseguente all’uso eccessivo dei mezzi tecnologici a nostra disposizione, il cosiddetto “tecnostress” è certamente un serio problema per le aziende moderne, rappresenta un rischio d’impresa, poiché agisce sul livello di efficacia produttiva.
Basti pensare a questo semplice esempio: “Se un computer è sotto sforzo prolungato, c’è il rischio che il sistema si blocchi”. Allo stesso modo, una persona che utilizza la tecnologia a ritmi serrati, in modo simultaneo e per molte ore al giorno, senza le necessarie pause e scelte di priorità, rischia un livello di stress tale che lo mette in condizione di essere inefficace.
A questo proposito è stata condotta un indagine da “Net dipendenze”, un’associazione no profit che si occupa di queste e altre problematiche del settore. Questa indagine ha coinvolto 224 operatori di comunicazione mobile e Ict tra il dicembre 2007 e l’aprile 2008: 233 uomini e 21 donne con un età media compresa tra i 30 e i 45 anni.
La maggior parte degli operatori registrati trascorre giornalmente fino a 9-12 ore davanti allo schermo, con punte fino a 16-18 ore.
A queste persone è stato sottoposto un questionario per indicare il tempo trascorso al computer, telefonini e altri strumenti tecnologici di nuova generazione e assegnare un voto da 1 a 10 a quelle che sono considerate le principali cause di tecnostress: la gestione di troppe informazioni, l’eccessivo uso degli apparecchi, la fretta nell’esecuzione delle operazioni.

I risultati del questionario, indicano che ai primi tre posti, tra i lavoratori più tecnostressati troviamo:
gli operatori Ict (Information and communication technology, progettisti e amministratori di rete) con 12,5 ore di media al giorno davanti al monitor e informazioni da gestire velocemente;
i giornalisti, specialmente quelli che gestiscono l’informazione via web, con 12,1 ore di media davanti a schermi di computer e televisori;
gli operatori finanziari con 11 ore di media tra computer e telefonino.
I sintomi più frequenti sono la perdita di concentrazione a lavoro, affaticamento, ipertensione, difficoltà di digestione, insonnia e irritabilità.
Come affermano gli scienziati se oltre al tecnostress soffriamo anche di “information overload” cioè di un sovraccarico di informazioni, andremo incontro ad un senso di confusione e assenza di certezze e più in generale l’insorgere dei disturbi psico-comportamentali, oltre a stanchezza cronica.
A questo si può aggiungere la sindrome del “multitasking”, cioè da interruzione continua provocata dall’uso multiplo di tecnologie digitali che riduce la capacità di concentrazione e si ripercuote negativamente sui rapporti interpersonali.
Un consiglio utile: iniziare un percorso di sostegno psicologico rivolgendosi a uno psicologo del benessere, che vi permetterà di mettere in atto tutta una serie di tecniche di rilassamento per riprendere contatto con voi stessi, liberandovi dallo stress e staccandovi dalla tecnologia.




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