
Quando non è mai abbastanza: capire le dinamiche nascoste nelle coppie
- Dott.ssa Fabiola Pasetti

- 16 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
All’interno di alcune relazioni può crearsi una dinamica in cui un partner, nonostante gli sforzi, ha la sensazione di non riuscire mai a far stare bene l’altro. È come se qualunque gesto, anche fatto con amore, non fosse mai sufficiente.
Spesso chi dà si impegna a essere attento, presente, premuroso. Eppure l’altro continua a percepire mancanza: ringrazia nell’immediato, ma poco dopo torna a lamentarsi o a sentirsi trascurato, facendo emergere senso di colpa o inadeguatezza. Una piccola disattenzione o aspettativa delusa diventa la “prova” che l’amore dell’altro non è sincero, mentre i tanti gesti positivi vengono minimizzati o reinterpretati in chiave negativa.
Dal punto di vista sistemico–relazionale, questa dinamica non riguarda soltanto ciò che accade “qui e ora” nella coppia, ma parla di una storia più ampia, che coinvolge le esperienze passate e le modalità con cui ciascuno ha imparato a stare in relazione.
Da dove nasce questa insoddisfazione?
Chi vive un costante bisogno di attenzioni o conferme emotive porta spesso con sé un vissuto di deprivazione affettiva: da bambini sono stati poco rassicurati, poco visti, poco contenuti. Questo lascia un’impronta: nelle relazioni adulte si attiva una sorta di ricerca continua di “riparazione”, come se il partner dovesse colmare un vuoto antico.
In queste persone il timore dell’abbandono è molto forte. Per questo tendono a chiedere sempre più conferme, a controllare, a vivere la relazione in modo simbiotico. Anche i rapporti del partner con famiglia, amici o colleghi possono diventare fonte di gelosia o preoccupazione: ogni attenzione rivolta altrove viene vissuta come una sottrazione.
E cosa accade al partner che dà tanto?
Chi sta accanto a una persona profondamente insicura può finire per sentirsi sempre in difetto. Anche impegnandosi al massimo, ha la percezione che ciò che offre non basti mai. Questo, alla lunga, può intaccare l’autostima e generare un senso di frustrazione o stanchezza emotiva.
Molti partner, nel tentativo di tranquillizzare l’altro, iniziano a rinunciare alla propria vita sociale, ai propri spazi o ai propri bisogni. Ma questa strategia, nell’ottica sistemica, non fa che alimentare la problematica: più si cede, più l’altro aumenta le richieste, perché il suo bisogno emotivo non può essere colmato solo dalla relazione.

Cosa può aiutare la coppia?
Un punto centrale dell’approccio sistemico–relazionale è distinguere ciò che appartiene alla storia del singolo da ciò che appartiene alla relazione. Non si tratta di “colpe”, ma di modelli appresi che si ripresentano nella dinamica di coppia.
Alcuni punti utili:
Non assecondare richieste eccessive, perché rinforzano la parte più fragile dell’altro.
Mantenere confini chiari: è importante avere una vita personale, relazioni e interessi propri.
Stabilire routine prevedibili può aiutare a rassicurare: sapere quando ci si vede o quando ci si sente riduce l’ansia e la richiesta insistente.
Comunicare con chiarezza: non è necessario offrire una disponibilità illimitata, ma una presenza coerente e affidabile.
Riconoscere che il disagio dell’altro ha radici profonde: non dipende interamente da ciò che fate o non fate nella relazione.
Infine, ricordare che un partner insicuro può stare meglio non quando viene accontentato in tutto, ma quando trova una relazione che lo contiene: una relazione in cui i confini sono chiari, la comunicazione è rispettosa e i ruoli non si confondono.
Se la dinamica diventa troppo dolorosa o difficile da gestire, un percorso di terapia individuale o di coppia può aiutare a comprendere meglio questi schemi e a trovare nuove modalità di stare insieme.
Dott.ssa Fabiola Pasetti
Psicoterapeuta Sistemico Relazionale




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